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Saw - L'enigmista, Recensione su Almanacco Cinema

Saw – L’enigmista, una saga divenuta cult

Esordio alla regia di James Wan, l’omonima e fortunata saga conta ben dieci capitoli. Saw – L’enigmista è un horror/thriller destinato a rivoluzionare il genere.

Girato in soli 18 giorni, Saw – L’enigmista è il film esordio del 2004 di James WanReduce da un cortometraggio del 2003 per promuovere la pellicola, il lungometraggio uscito nelle sale ha subito conquistato il pubblico.

In un atmosfera claustrofobica con inquadrature fisse e poche location, Wan dimostra come si può tenere alta la tensione, anche senza scene adrenaliniche. Infatti Saw – L’enigmista è un horror che si divide fra lo splatter (ancora non tanto spettacolarizzato) e il thriller attraverso una frenetica caccia all’uomo.

Saw, con il tempo, è diventato un film di culto. Anche i sequel (qui la news sull’undicesimo capitolo) hanno continuato a stupire il pubblico, e questo grazie al fatto di aver costituito un nuovo filone cinematografico. Inevitabile la sua influenza nella cultura pop: nel 2006 in Scary Movie 4 viene riproposta la storia in chiave comico/parodistica.

Nel 2009 esce un videogioco chiamato Saw per PlayStation 3, Xbox 360 e PC. L’incipit è lo stesso della saga, ma non ne segue la storyline. Ha comunque moltissimi riferimenti al film.

Saw – L’enigmista: la trama

In una lurida stanza dalla luce accecante, due uomini si svegliano incatenati ad un tubo, agli antipodi della stessa. Il fotografo Adam Faulkner (Leigh Whannell) e il medico Lawrence Gordon (Cary Elwes) apparentemente non hanno nulla in comune, se non il fatto che entrambi non ricordano come siano finiti in quel luogo putrido.

Al centro della stanza c’è il corpo di un uomo in una pozza di sangue, con in mano una pistola e un registratore. Limitati nei movimenti, riescono a recuperare il registratore ed ascoltare il messaggio per loro, inciso su due cassette con i loro nomi. Una voce proveniente dall’inferno, gli da quelli che sembrano indizi per uscire da quella situazione surreale.

Inoltre gli viene spiegato perché sono lì: la punizione di Adam è quella di aver osservato e spiato attraverso l’obbiettivo le vite degli altri, essendo un fotografo. Per lui è arrivato il momento di scegliere se incominciare a vivere la propria vita, oppure a soccombere nel dolore.

Lawrence invece ha il compito di uccidere Adam entro le 18, con la pistola che è lì a terra. In caso di fallimento, la moglie e la figlia saranno uccise. Increduli alle minacce, cercano in tutti i modi una via di fuga. Un gesto estremo sarebbe quello di amputarsi il piede, ma riescono a non cedere a questa agonia.

Proprio per la crudeltà della loro condizione, Gordon comincia a sospettare che l’artefice della loro prigionia sia un atipico serial killer conosciuto come Jigsaw (Tobin Bell), mente perversa che ha già ucciso diverse vittime, con metodi sempre diversi, in passato.

La missione di Jigsaw

Saw - L'enigmista, Recensione su Almanacco CinemaAttraverso dei flashback e la caccia all’uomo da parte della polizia, scopriamo cosa è successo alle altre vittime di Jigsaw. Situazioni estreme splatter, in cui la gente ha tentato il tutto per tutto pur di salvarsi la vita. Il motivo di tali torture, è legato al fatto che le vittime non apprezzavano il dono della vita.

Una sorta di redenzione per le vittime, con la possibilità di vivere una nuova vita come Amanda Young (Shawnee Smith). Una tossica che sprecava la sua vita ma, coraggiosamente riesce ad affrontare il gioco-tortura studiato per lei, salvandosi.

Adam e Lawrence scoprono, nel mentre, che le loro vite sono collegate. Il primo aveva fotografato di nascosto il secondo per conto di un uomo. Il medico tra i suoi pazienti aveva un uomo malato terminale, e capisce così i due possano essere la stessa persona.

Quando l’enigma sembra essere svelato, il killer sconvolge l’andamento del gioco, costringendo le vittime, ancora una volta, a scegliere definitivamente se vivere o morire.

Il colpo di scena finale arriva quando l’uomo disteso al centro della stanza si alza. Jigsaw, spettatore delle sue vittime, questa volta decide di assistere in prima persona al gioco da lui creato. Lasciando di stucco i personaggi e chi lo vede per la prima volta.

Saw: la creazione di un genere

James Wan ha diretto una pellicola che ha dato nuova linfa vitale al genere horror, spianando la strada al filone torture-porn. Saw – L’enigmista rimane comunque unico nel suo genere. Una bomba ad orologeria nella quale la violenza è attesa e mai mostrata nella sua totalità.

I primi piani, l’ansia, la claustrofobia e la consapevolezza di essere osservati, creano la giusta dose per un nuovo terrore psicologico. Le torture non mostrate, fuori dal nostro campo visivo, attraverso l’utilizzo dei suoni diventano ancora più atroci, lasciando spazio all’immaginazione.

Jigsaw è un killer nuovo, un voyeur che gode nel vedere come le sue vittime lottano per sopravvivere. La stessa azione la facciamo noi spettatori, impossibilitati sul nostro divano, osserviamo come a queste persone venga data una lezione attraverso il dolore e la paura di morire nel mondo reale.

Una pellicola intelligente ed adrenalinica, capace di tenere lo spettatore con gli occhi incollati allo schermo, nonostante le brutalità messe in scena. Un debutto, per Wan, rivoluzionario capace di dare inizio ad un genere totalmente nuovo.

Questa freschezza ed originalità presente in Saw – L’enigmista, purtroppo è andata scemando con gli ultimi capitoli. Gioiello che ha, senza dubbio, ridefinito la psicologia dell’horror degli anni 2000. Complice un uso estremo delle nuove tecniche di ripresa, e montaggio, in piena era digitale.

Con Saw viene educato un nuovo tipo di spettatore, non più inquietato dalla bambola sul triciclo oppure dalle torture, ma dall’idea che un sadico torturi fisicamente e psicologicamente le sue vittime. Vite sprecate che hanno portato a quel momento e a quelle scelte estreme, il tutto confezionato ad hoc per un prodotto adrenalinico.

Recensione a cinque stelle su Almanacco Cinema