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Derry girls, la serie Netflix è già iconica
Ecco tutti i motivi per guardare Derry girls, la sfrenata commedia Netflix che racconta le avventure dell’adolescenza sullo sfondo del conflitto nordirlandese.
Derry girl è una serie irlandese ideata da Lisa McGee e andata in onda dal 2018 al 2022. In pochissimo tempo è diventata la serie più vista in Irlanda del Nord, riuscendo a valicare i confini e affermandosi come colosso culturale.
Il suo successo non è certo dovuto ad un colpo di fortuna: la serie riesce a trovare il punto giusto tra la tradizione della sitcom affinata da decenni e la rinfrescante attualità.
Dialoghi scattanti, umorismo cinico (a tratti crudele), una caratterizzazione dei personaggi profonda e alle volte grottesca, ma che li fa risplendere al massimo della loro potenza espressiva. Questi sono solo alcuni dei motivi per cui dovreste guardare Darry girls.
Derry girls, la trama e i personaggi
Ambientata a Derry all’inizio degli anni Novanta, la sit-com osserva attraverso gli occhi della sedicenne Erin e dei suoi amici, con grande onestà e altrettanto affetto, la vita quotidiana di persone comuni sotto la costante minaccia dei Troubles.
Erin, (interpretata da Saoirse – Monica Jackson) e le sue amiche: la graziosa Orla (Louisa Harland); la nevrotica Claire (Nicola Coughlan, l’ormai nota Penelope Bridgerton); la festaiola Michelle (Jamie-Lee O’Donnell); e il mite cugino inglese di Michelle, James (Dylan Llewellyn) – vivono la loro adolescenza sullo sfondo di una guerra ormai sbiadita.
Ogni stagione della serie si apre con la narrazione finto-drammatica di Erin sulla difficile situazione della sua generazione, ma i loro problemi sono problemi degli adolescenti: i soldi, status sociale, infrangere le regole ed eludere Sorella Michael (la suora più cinica che incontrerete mai, interpretata dalla strepitosa Siobhán McSweeney) preside del loro liceo.
Il racconto dei Troubles
The Troubles, ecco come furono nominati i disordini che videro protagonista l’Irlanda del Nord negli anni 90′. In realtà il conflitto era partito molto tempo prima. Dagli anni 60′, infatti, le comunità cattoliche, legate alle idee nazionaliste e repubblicane, iniziarono a scontrarsi con la parte dell’Ulster, di matrice protestante. Gli effetti del conflitto si allargarono anche in Regno Unito e nella vicina Repubblica d’Irlanda causando oltre 3500 morti da ambo le parti.
Le città di Belfast e quella di Derry rappresentano questo conflitto civile, un conflitto tra compaesani e fratelli, caratterizzato da attacchi con bombe, guerriglie per strada, rivolte e proteste di massa. La serie non mette però al centro il conflitto, i veri “troubles” non sono causati dalla situazione di pericolo che crea la guerra, ma dai problemi adolescenziali. “I problemi dell’Irlanda del Nord… non sono niente in confronto ai loro”, ecco come recita il tagline della serie.

Le ragazze di Derry non sembrano affatto preoccupate, nella prima puntata della serie, infatti, l’allarme lanciato dal telegiornale sulla presenza di una bomba lungo la via che percorrono per andare a scuola, non allarma nessuno.
La guerra ormai sta per finire, la bolla si sta per sgonfiare, è quindi più importante andare al concerto del ragazzo per cui Erin ha una cotta che preoccuparsi per la rivolta annunciata dieci minuti prima in televisione.
I falsi allarmi erano tanti, ed entrarono presto nell’abitudine dei cittadini di Derry. Nonostante il modo in cui si racconta il conflitto, mettendolo un po’ da parte, questo non fa si che perda il suo impatto. La guerra c’era, ma era anche diventata un’abitudine.
Perché guardare Derry girls?
Le giovani donne rappresentate sono una ventata d’aria fresca sulle vecchie abitudini archetipiche della serialità. Ragazze moralmente ambivalenti, scorrette, e per questo naturalmente comiche. Questo risultato è sicuramente dovuto alla penna di Lisa McGee, la serie è semiautobiografica, e si vede.
Pensieri, disagi e scorrettezze sono troppo reali per essere inventati di sana pianta. La penna dell’autrice, come spesso solo una penna britannica riesce a fare (si pensi alla fantastica scrittura di Phoebe Waller Bridge con Fleabag) riempie le puntate di sagace ironia, senza però dimenticare le regole delle serialità e del racconto.
Potreste infatti trovarvi a ridere di gusto, ascoltando un commento di Michelle, e a commuovermi pochi secondi dopo con l’inquadratura delle strade libere di Derry.
Un altro punto di forza della serie è il modo in cui le minuzie domestiche della classe medio-bassa della famiglia di Erin e Orla arricchiscono la cornice. Derry Girls non ha mai trascurato i suoi personaggi adulti – la madre, il padre, la zia di Erin (la madre di Orla) e il nonno – e il luogo in cui le banali attività domestiche si intersecano con il pettegolezzo, il battibecco, o le piccole faide della famiglia.
Alcune storyline hanno fornito tre le scene più divertenti della serie (la Big Bowl Affare della seconda serie è un pezzo sublime di scrittura comica). Derry girls ha pochissimi anni eppure è già diventata iconica, in un’intervista persino Zerocalcare l’ha nominata tra le sue serie preferite. E voi? La guarderte?
