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Pieces of a Woman

Pieces of a Woman: Il trauma nel cinema – Sotto la superficie

Dopo un lutto, Martha sembra non sentire più nulla. Ma Pieces of a Woman mostra che il dolore resta, anche quando si rifugia sotto la superficie di un ricordo.

Cosa resta davvero dopo la perdita di qualcuno? Kornél Mundruczó racconta un lutto silenzioso che lascia tracce ovunque. Pieces of a Woman (2020) racconta di una realtà non più abitabile, dove il dolore si nasconde nei gesti quotidiani, nell’aria, e nei corpi che vivono il trauma in maniera differente. Vanessa Kirby, premiata con la Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia, interpreta Martha, una donna che si satura di silenzio, ne fa il suo tempio, lasciandosi attraversare dal ricordo di un secondo in cui tenta di conservare ciò che il mondo le ha tolto.

Pieces of a Woman, la tempesta prima della calma

Il film si apre con un piano sequenza che cattura la nascita della figlia di Martha e Sean. È il realismo che ci accoglie a casa dei due, ed è sempre lo stesso che ci disorienta con la tragedia che si consuma improvvisamente, quando la bambina non piange più. C’è un momento in cui Martha si svuota, si scompone totalmente. Il tempo sembra arrestarsi per sempre, e ogni cosa sembra parlare di qualcosa che ha illuminato il luogo per pochi istanti, ma che ora non c’è più. La casa diventa il luogo del ricordo insostenibile e l’aria prende una veste differente in pochi secondi. È così che il movimento che alimenta le cose si interrompe e si sospende in una calma claustrofobica.

Martha e Sean

Con la perdita prematura della figlia, Martha e Sean si dissolvono, ma prendendo direzioni totalmente opposte. Martha diventa evanescente, è vuota, sembra non riuscire più a comunicare con le persone e il mondo attorno a lei. È chiusa in un gesto di cura che non può più esprimere, così diventa invisibile. D’altra parte, Sean riempie il vuoto con il rumore, la rabbia. Martha nega, Sean urla. Così i due, in corpo e anima, non si riconoscono più e tutto ciò che è stato si spezza. Pieces of a Woman ci mostra che non c’è un modo giusto per soffrire, perché il dolore prende forme diverse, ma ha sempre lo stesso valore.

Pieces of a Woman

Il profumo delle mele

La mela è un simbolo che attraversa il film come un filo conduttore. È come un segreto, un indizio che si svela lentamente. Dopo la morte della nascitura, Martha si dedica interamente alla coltivazione di mele. Un rituale che inizialmente non comprendiamo, ma che a mano a mano è chiaro che sia un dialogo con l’assenza e un gesto di cura negato. Martha pianta i semi, si prende cura delle piante e le odora. Quell’odore è l’unica traccia che fa sopravvivere ciò che il mondo le ha tolto. È un ricordo che ha preso forma in pochi secondi di vita della piccola, che appena nata odorava di mela.

Pieces of a Woman e il lutto silenzioso

Pieces of a Woman nobilita il lutto silenzioso. Martha non parla di ciò che è successo, ma il suo corpo sì. Il latte macchia le sue magliette e i segni del dolore si manifestano in ogni frammento del quotidiano. Così la sofferenza si tramuta in paesaggio e diventa corpo. Il film mostra quanto sia insostenibile respirare e vivere in un luogo dove è assente qualcosa che ha lasciato traccia di sé ovunque, persino nel ricordo di un odore. E alla fine, un melo in fiore e una bambina che vi si arrampica raccontano il coraggio di Martha: prendersi cura ancora del ricordo di qualcosa che le è stato tolto – ma che vivrà in lei per sempre – e dedicarsi a una nuova maternità.