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Alida Valli

Telefoni bianchi: L’espressività dei telefoni bianchi, Alida Valli

Ultima protagonista della rubrica settimanale Telefoni bianchi è Alida Valli, affascinante e talentusa attrice del cinema degli anni ’30 e ’40.

Alida Valli è stata una delle più importanti attrici del cinema italiano, conosciuta a livello anche internazionale.  

La sua notevole espressività e la sua bellezza unica sono parte importante del ricordo della grande attrice.

Una ragazza dinamica e sbarazzina 

Nome d’arte di Alida Maria Laura von Altenburger, la Valli nasce a Pola, in Croazia, il 31 maggio 1921 da una famiglia colta ed agiata. Dopo aver compiuto i primi studi a Pola, frequenta il Liceo Scientifico a Como e successivamene si trasferisce a Roma per seguire un corso di recitazione al Centro sperimentale di cinematografia.

Inizia la sua carriera cinematografica con I due segreti di Enrico Guazzoni nel 1936. 

La sua popolarità arriva alla fine degli anni ’30, quando conosce il regista Max Neufeld, che farà di Alida l’attrice principale del cinema dei telefoni bianchi. Con La casa del peccato (1938), Mille lire al mese, Ballo al castello e Assenza ingiustificata del 1939 la Valli intepreta il ruolo della giovane dinamica e sbarazzina.

Dimostrazione del suo grande talento viene mostrata in Stasera niente di nuovo(1942) per l’intepretazione della giovane fragile e delicata ma allo stesso tempo romantica e passionale. Nello stesso film è ricordata una particolare scena in cui Alida canta la canzone di Giovanna D’Anzi, Ma l’amore no, grande successo dell’epoca. 

Così inizia il percorso sul successo di Alida Valli tra le diverse del cinema italiano. 

La diva italiana in America

Alida Valli e Alfred Hitchock

Anche nel dopoguerra Alida valli continua la via del successo sulla strada del divismo internazionale. Grazie ad alcune pellicole del 1945, come Il canto della vita di Gallone, si trasferisce negli Stati Uniti accentando un contratto con David O. Selznick.

Così Alida Valli ha modo di lavorare con Alfred Hitchock in The Paradine Case (1947) e con Carol Reed in The Third Man (1948). In queste pellicole americane Alida sfogiò le sue grandi abilità attoriali, impersonificando con grande forza drammatica donne di grande sensualità e sentimentalmente tormentate. 

Dalla delusione americana al successo italiano 

La Valli non entusiasta dell’esperienza americana tornò in Italia, nonostante il grande successo in America. Al suo ritorno venne notata da Luchino Visconti per il ruolo della contessa Serpieri in Senso (1954), il film più importante della sua carriera artistica. In questo film Alida dimostrò il suo grande stile e pontenziale drammatico, già dimostrato nelle pellicole americane.

Ebbe così modo di continuare a lavorare per altri grandi e importanti registi di quei anni, come Michelangelo Antonioni nel Il grido (1957) e partecipò anche ad alcuni film francesi.

Tante sono le partecipazioni e le interpretazioni che ha avuto tra gli anni ’70 e ’90 come La luna di Bernardo Bertolucci nel 1979, Il diavolo di Mario Bava nel 1972 e i film di Dario Argento Suspiria(1977) e Inferno(1980). Negli anni più recenti invece sono ricordati Il lungo silenzio di Margarethe Von Trotta del 1993 e Il dolce rumore della vita (1999) e L’amore probabilmente(2001) entrambi di Giuseppe Bertolucci.

Tra teatro, cinema e premi

Alida Valli è ricordata anche come attrice teatrale, anche se la sua attività a teatro è stata altalenante. Infatti lavorò per ua compagnia diretta a suo nome con Giancarlo Zagni nel 1956 e dal 1958 recitò in alcuni spettacoli in America.

Nonostante l’intensa attività anche a teatro, Alida Valli è riconosciuta come una delle più importanti attrici del Novecento che ha dato un contributo attivo al succo del cinema italiano. Per questo la Valli, nel corso degli anni, ha ricevuto diversi premi: il premio Duse nel 1989, il David alla carriera nel 1991, e il L’eone doro al Festival di Venezia nel 1997.