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Un matrimonio di troppo, la recensione su Almanacco Cinema
La nuova commedia di Nicholas Stoller con Reese Witherspoon e Will Ferrell arriva su Prime: Un matrimonio di troppo fa sorridere ma non convince del tutto.
Per questo inizio del 2025 Amazon Prime Video, dopo il biografico sportivo Inarrestabile (qui la nostra recensione) e il thriller The Calendar Killer, prova a stupire i suoi abbonati con una nuova commedia. Alla regia Nicholas Stoller che torna a dirigere a tre anni da Bros, fresca romcom queer che fu presentata alla Festa del Cinema di Roma nel 2022.
Per l’occasione sceglie due interpreti che sono due fuoriclasse della commedia, Reese Witherspoon e Will Ferrell, e un tema/ambientazione che è un classico del genere: il matrimonio. Tra pranzi, brindisi, momenti musicali, tramonti e promesse il racconto prova poi (mancando l’obiettivo) a scendere in profondità.
Un matrimonio di troppo riesce a far sorridere in alcuni momenti; tuttavia, manca di una sceneggiatura solida e convincente. Si lascia guardare grazie a due attori che mettono in campo tutta la loro esperienza, e in generale a un buon cast, ma alcuni passaggi risultano comunque surreali e davvero poco credibili.
Un matrimonio di troppo, la trama
Jim (Will Farrell) è un padre vedovo, totalmente devoto alla sua giovane figlia Jenni (Geraldine Viswanathan). La ragazza torna a casa dal college in compagnia, e con una grande novità. Lei e Oliver (Stony Blyden), il suo ragazzo, hanno deciso di sposarsi. Dopo un prima spontanea reazione di shock e panico Jim benedice l’evento e inizia a organizzare la festa. Per l’occasione sceglie una location speciale, l’isola di Palmetto, dove sposò la madre di Jenni.
Margot (Reese Witherspoon), invece, è un’autrice di reality show di grande successo con un pessimo rapporto con la sua famiglia. L’unica persona con cui si sente davvero in sintonia è sua sorella minore Neve (Meredith Hagner). La ragazza, a sorpresa, si presenta nell’ufficio di Margot annunciandole l’imminente matrimonio con lo spogliarellista Dixon (Jimmy Tatro). Margot, esaltata dalla notizia si offre di farle da wedding planner e sceglie l’isola di Palmetto, dove la nonna portava le due sorelle durante la loro infanzia.
L’isola, però, è piccola e può ospitare un solo matrimonio alla volta. Un errore nelle prenotazioni farà sì che i gruppi delle due cerimonie si ritrovino a Palmetto durante lo stesso weekend. Proveranno a condividere la location ma qualcosa, come prevedibile, non andrà nel verso giusto.

Una commedia sulla famiglia
In Un matrimonio di troppo l’evento matrimoniale diventa il pretesto per raccontare i rapporti familiari più che quelli di coppia. La “coppia” in senso stretto, infatti, non è mai davvero un tema del film, e per questo la svolta romcom sul finale non risulta spontanea.
Sulla scia di film come Il padre della sposa, Stoller racconta un rapporto padre-figlia. Jim ha perduto sua moglie quando era giovanissima, e ha vissuto tutta l’ultima parte della sua vita fianco a fianco con sua figlia. Nel momento in cui deve prepararsi a “lasciarla andare”, da un lato è disposto a tutto per realizzare un evento perfetto, dall’altro patisce inevitabilmente l’imminente distacco.
Con Margot, invece, il tema diventa quello più profondo del sentirsi soli anche in mezzo alla propria famiglia. La donna evita le reunion familiari tutte le volte che può, si sente un pesce fuor d’acqua, e costantemente giudicata. Il film poteva qui approfondire questa incomunicabilità, scendere sotto la superficie, ma spreca un’occasione.
Le due facce dell’America
Le due famiglie rappresentano simbolicamente i due poli culturali dell’America di oggi. La famiglia di Margot rappresenta l’America repubblicana, rigida e conservatrice. L’America fiera di farsi fotografare imbracciando le proprie armi, sempre un po’ avversa alle differenze, e neanche troppo velatamente razzista.
Il gruppo delle amiche di Jenni, invece, è simbolo dell’America progressista, che misura le parole per non offendere nessuno e avanza a suon di slogan. Queste due fazioni, così diverse, si fondono loro malgrado negli spazi ristretti dell’isola, e mirano entrambe alla realizzazione del matrimonio “perfetto”.
Un matrimonio di troppo però finisce per non approfondire questo discorso. Lo scontro tra questi due modi di vedere il mondo né avviene in modo esplicito, né si risolve o porta a qualche forma di conciliazione. Funge soltanto da tessuto su cui ricamare battute e gag che a volte funzionano, a volte decisamente meno.
Un matrimonio di troppo, il cast
Se sul piano dell’emotività il film manca di intensità, sul piano della commedia non brilla ma fa comunque il suo lavoro. Non mancano nel film, infatti, momenti divertenti e scene gradevoli. Nicholas Stoller sembra omaggiare altre note commedie come Magic Mike e Il matrimonio del mio migliore amico.

Troviamo, infatti, momenti musicali tipici del genere e scene corali. Il punto di forza del film è certamente il cast, a partire dai due interpreti protagonisti. Reese Witherspoon e Will Ferrell sono due veterani, e si vede. I due attori americani riescono a risollevare le sorti di una sceneggiatura debole grazie a ottimi tempi comici e a una buona sintonia.
Centrato e credibile anche il resto del cast in cui figurano Geraldine Viswanathan, Celia Weston, Keyla Monterroso Mejia, Leanne Morgan, Jimmy Tatro (Modern Family), Jack McBrayer (30 Rock), Lauren Holt, e Stony Blyden.
In conclusione
Un matrimonio di troppo non è la migliore tra le ultime proposte di Prime, ma non è neanche la peggiore tra le commedie uscite sulle piattaforme negli ultimi mesi. Non brilla né per trama, né per sceneggiatura, ma grazie a ottimi interpreti riesce comunque a intrattenere. Inoltre, dal punto di vista estetico è un lavoro curato nella fotografia, piacevole da guardare.
Al netto di alcune forzature evitabili che rendono la storia poco credibile, ci sono momenti leggeri e divertenti che valgono la visione. Quello che forse manca più di tutto è un deciso coinvolgimento emotivo dello spettatore. Nonostante i temi abbastanza universali e quindi condivisibili, il film non riesce a toccare davvero, e anche la dinamica romantica risulta del tutto innecessaria.
Tuttavia, se avete voglia di un paio d’ore di leggerezza Un matrimonio di troppo ve le concederà e, come bonus, vi farà riascoltare un pezzo iconico come Island in the Stream, di Dolly Parton e Kenny Rogers, in una sorprendente cover dei due protagonisti.

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